Un ecosistema sano è un futuro sostenibile: scopri come il progetto SIMON PARC protegge, monitora e valorizza la biodiversità del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, coinvolgendo cittadini e scienza per un ambiente più resiliente e condiviso.
Il Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento tutela una delle biodiversità più significative del Salento. Comprende numerosi habitat di pregio, alcuni riconosciuti come prioritari dalla Direttiva Habitat. La flora conta circa 400 specie appartenenti a 251 generi e 70 famiglie, mentre l’area rappresenta un importante punto di sosta per l’avifauna migratoria. Responsabile unico del procedimento è l’Ing. Luca Casciaro.
SIMON PARC è un’iniziativa dedicata al monitoraggio, alla tutela e al ripristino della biodiversità del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento. Attraverso ricerca scientifica e coinvolgimento della comunità, lavoriamo per un ambiente più sano e sostenibile.
Il nostro progetto integra la ricerca con la Citizen Science, coinvolgendo cittadini, studenti e professionisti per mappare e monitorare le specie locali. Studiamo gli impatti del cambiamento climatico e sviluppiamo soluzioni innovative per proteggere gli ecosistemi.
Promuovere la conservazione della biodiversità attraverso un approccio innovativo che unisce ricerca scientifica e partecipazione attiva della comunità. Vogliamo creare un modello di gestione sostenibile per il Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento, proteggendo habitat e specie a rischio.
Il National Biodiversity Future Center (NBFC) è il primo Centro Nazionale di ricerca e innovazione dedicato alla biodiversità, finanziato dal MUR attraverso i fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU.
Si tratta di una struttura di coordinamento che da un lato raccoglie e valorizza gli sforzi della ricerca, dall’altro rende accessibili le conoscenze e le tecnologie a diversi attori che operano sul territorio. È strutturato in un HUB centrale e 8 SPOKE focalizzati su aree specifiche della ricerca e dello sviluppo.
Finalizzato ad allargare e rafforzare l’ecosistema di innovazione nell’area della Biodiversità mediante supporto ad azioni e sviluppo prodotti complementari rispetto alle attività degli spoke scientifici.
Il soggetto esecutore dello Spoke 8 è il CNR, attraverso l’Unità Valorizzazione della Ricerca. Responsabili dello SPOKE 8: Maria Carmela Basile – Giuseppe Gigli
Consta nell’implementazione delle attività di Censimento, mappatura e monitoraggio (spaziale/temporale su base stagionale) della biodiversità di componenti della comunità naturale caratterizzante gli ambienti terrestri e di transizione del parco e dell’Oasi Blu prospiciente.
Saranno osservati: 1) flora terrestre, ripariale, e acquatica; 2) insetti e artropodi terrestri; 3) invertebrati acquatici; 4) fauna ittica e zoomacrobenthos; 5) fauna ornitologica; 6) habitat dell’area marina “Oasi Blu” (ad es. Posidonia oceanica e coralligeno)
In tale WP si procederà anche alla definizione di una lista aggiornata di specie, identificazione dei taxa di interesse conservazionionistico, identificazione dei taxa non indigeni e invasivi
Saranno implementate azioni Citizen science:
scopo 1: supportare, integrare, ed estendere i risultati del WP1 (condotto da enti di ricerca secondo metodiche convenzionali), esplicitando il local ecological knowledge di stakeholders (e.g., cooperativa di pescatori, gruppi e associazioni ambientalistiche) e dei cittadini;
scopo 2: sensibilizzare e attivare gruppi specifici di cittadini (e.g., studenti) operando uno sforzo di sintesi ed integrazione tra ente parco, società locale, ed enti di ricerca
Si procederà alla sintesi e alla disseminazione dei risultati del WP1 e WP2 attraverso l’allestimento e l’aggiornamento contiunio di strumenti di comunicazione: sito web, social media, newsletter, campagne di sensibilizzazione e pubblicizzazione tramite media (e.g., stampa/televisioni locali-regionali/web), oltre all’organizzazione di workshop e incontri tematici.
È relativo a tutte le attività di gestione, monitoraggio amministrativo, finanziario e contabile, controllo e miglioramento delle attività del progetto.
Nel’ambito di tale WP saranno implementate tutte le azioni necessarie al perfezionamento dei contratti di collaborazione e fornitura, i rapporti con i collaboratori e i fornitori, l’organizzazione logistica degli incontri e i rapporti con l’Ente finanziatore.
La natura è il nostro passato, presente e futuro. Con SIMON PARC, tracciamo nuove strade per preservare la biodiversità, garantendo equilibrio e vita per le generazioni a venire.
Per le sue caratteristiche paesaggistiche, naturalistiche e ambientali, il Parco è una tra le aree più importanti del territorio salentino che include numerosi tipi di habitat vegetali e lagunari di interesse comunitario, alcuni classificati prioritari dalla Dir. Com. 43/1992.
Nello specifico, diverse unità ambientali sono state identificate nel territorio del Parco, ciascuna con peculiarità specifiche in termini di biodiversità, tra le quali:
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Tratto di costa di Torre S. Giovanni e isolotto “I pazzi”. La peculiarità di questo tratto di costa è la presenza dell’unica stazione italiana di una rara specie orientale: Aegialophila pumila (L.) Boiss. (= Centaurea pumilio L. – Fiordaliso di Creta,) inserita nella Lista Rossa Nazionale. Habitat di interesse comunitario segnalato: Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonio ssp. Endemico #1240.
Gravinella “Canale del Casale”. E’ caratterizzata da pareti rocciose ripide e da una vegetazione di lecceta che la ricopre completamente, con esemplari arborei talvolta anche di notevole sviluppo.
Habitat di interesse comunitario segnalato: Foreste di Quercus ilex #9340
Gravinella “Canale Polisena”. La vegetazione della gravinella è costituita da una fitta lecceta con ricco e impenetrabile sottobosco di sclerofille sempreverdi. Notevole è la presenza di un importante albero di Ceratonia siliqua (carrubo). Habitat di interesse comunitario segnalato: Foreste di Quercus ilex #9340
Gravinelle “Canale di Pera” o “dei Diavoli” e “Canale della Casarana”. Sono caratterizzate da presenza di residua vegetazione a macchia-boscaglia di lecceta che le invade completamente rendendo difficile percorrere il fondo. Habitat di interesse comunitario segnalato: Foreste di Quercus ilex #9340; habitat prioritario segnalato: Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea #6220
Specchia del corno. Si tratta di una macchia frequentemente disturbata da pascolo e incendio con caratteristiche di peculiarità rocciosa, caratterizzata da Habitat di interesse regionale: Macchie con Pistacia lentiscus e Myrtus communis e Garighe a Cistus spp.pl.
Pineta di Rottacapozza. È il risultato di un antico rimboschimento databile alla fine del 1700. Il pino d’Aleppo ha trovato, evidentemente, condizioni ottimali per rinnovarsi spontaneamente, tanto che oggi la pineta dà l’impressione di essere spontanea.Habitat di interesse comunitario segnalato: Pinete di pini mesogeni endemici #9540
Macchia e Gravinella di Rottacapozza. Si tratta di una formazione di macchia fra le più estese attualmente rimaste nel Salento. E’ caratterizzata dalla più ampia lista di specie vegetali rare.
Habitat prioritario segnalato: Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea #6220
Boschetti di Ugento. Si tratta di piccoli nuclei boschivi, fortemente ceduati e impoveriti della loro componente floristica, ultime testimonianze della copertura forestale del passato. Habitat di interesse comunitario segnalato: Foreste di Quercus ilex #9340
Bacini e zone umide di Ugento. Il circuito dei Bacini di Ugento è costituito da sette invasi artificiali realizzati con intenti di bonifica idraulica divenuti nel tempo un prezioso sistema di zone umide che caratterizza la parte più vitale del Parco. Habitat prioritario segnalato: Lagune costiere #1150 e Steppe salate mediterranee #1510. Habitat di interesse comunitario segnalato: Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)#1410
Duna costiera (spiaggia, duna e pineta retrodunale). Caratterizzata da differenti habitat rappresentati dall’ambiente di duna con una prevalente vegetazione arbustiva a ginepro e da tratti con presenza di una vegetazione con prevalenza di Ammophila littoralis. Nel retroduna è presente una pineta di Pinus halepensis ormai naturalizzata. Habitat prioritario segnalato: Dune costiere con Juniperus spp #2250 e Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster #2270; habitat di interesse comunitario segnalato: Vegetazione annua delle linee di deposito marine #1210 e Dune mobili embrionali #2110 e Dune mobili del litorale con presenza di Ammophila arenaria “dune bianche” #2120.
Con Legge Regionale n. 43 del 03/11/2017 “Pianificazione e sviluppo della pesca e dell’acquacoltura regionale”, l’area costiera prospiciente il Parco terrestre è stata, inoltre, individuata OASI BLU. Tale sturmento di gestione della pesca professionale consiste nella temporanea acquisizione (consegna) da parte di un ente locale di un’area Sito di interesse comunitario (SIC) a mare e/o dell’eventuale area contermine alla stessa, all’interno delle quali si opera la zonazione e la regolamentazione delle attività.
L’Oasi Blu “Le Secche di Ugento” rappresenta pertanto un modello di gestione della fascia costiera, in capo all’Ufficio del Parco, attraverso il quale anche la pesca professionale assume i connotati di servizio ecosistemico da monitorare e valorizzare.
La mappa illustra la complessa articolazione ambientale e la valenza turistica del PNR Litorale di Ugento.








